• Dott.ssa Giulia Marchesi

IL FUTURO CON L'EDUCAZIONE SESSUALE


Cosa ci dice l'OMS in tema di educazione sessuale?

Chiariamo innanzitutto cosa sia l’OMS: l’OMS sta per Organizzazione Mondiale della Sanità (o, in inglese, WHO: World Health Organization) e rappresenta l’agenzia speciale dell’ONU per la salute.

L’obiettivo dell’OMS, è il raggiungimento, per tutte le popolazioni del mondo, del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come “condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità si impegna nel campo della salute sessuale almeno dal 1974.

Per questa organizzazione, la salute sessuale è “… Uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità; non è solo assenza di malattia, disfunzioni o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, così come la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per la salute sessuale, da raggiungere o mantenere, i diritti sessuali di tutte le persone devono essere rispettati, protetti e messi in atto.“ (OMS, 2006) Si afferma perciò che la sessualità sia: “… Un aspetto centrale dell’essere umano nel corso della vita che comprende sesso, identità e ruoli di genere, orientamento sessuale, erotismo, piacere, intimità e riproduzione. La sessualità è vissuta ed espressa in pensieri, fantasie, desideri, credenze, atteggiamenti, valori, comportamenti, pratiche, ruoli e relazioni. Anche se la sessualità può includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite o espresse. La sessualità è influenzata dall’interazione dei fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, giuridici, storici, religiosi e spirituali “. (OMS, 2006)

Nel 2010, l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e il BZgA (Centro per l’educazione alla salute) hanno pubblicato il documento Standard per l’educazione sessuale in Europa (di seguito il link

https://www.bzga-whocc.de/fileadmin/user_upload/Dokumente/WHO_BZgA_Standards_italienisch_new.pdf )

un documento sicuramente molto delicato e complesso, che indica le linee guida per un’adeguata educazione sessuale: l’obiettivo di questo documento (che consiglio di leggere nella sua interezza) è fornire strumenti per realizzare nuovi programmi di educazione sessuale, o migliorare quelli già esistenti.

“Questa guida intende fornire un supporto nel processo di introduzione, a livello nazionale o più circoscritto, dell’educazione sessuale nelle scuole, processo di cui c’è un grande bisogno ma che, tuttavia, può talvolta essere difficoltoso e richiedere tempi lunghi…..Scopo di questa guida è facilitare l’attuazione degli Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, senza tuttavia sostenere si tratti dell’unica modalità corretta per introdurre l’educazione sessuale. E soprattutto, è rimesso ai singoli Stati l’utilizzo di questa guida secondo i bisogni, le esigenze e le specificità nazionali”

“Fondamentalmente gli Standard raccomandano quali argomenti debbano essere affrontati dall’educazione sessuale, quali abilità è necessario vengano apprese e quali atteggiamenti andrebbero promossi, ma non spiegano come si può sviluppare un programma di educazione sessuale. La presente pubblicazione è un tentativo di soddisfare l’esigenza di indicazioni maggiormente pratiche e fornisce una guida alla realizzazione per i responsabili delle politiche, le autorità scolastiche, le autorità sanitarie e gli specialisti del settore che stanno prendendo in considerazione e/o hanno deciso di introdurre o migliorare l’educazione sessuale in un contesto istituzionale, vale a dire scuole (primarie, secondarie o istituzioni di gradi di istruzione superiore) ma anche asili, scuole dell’infanzia e centri diurni a seconda della situazione nazionale. Come viene indicato negli Standard, nell’educazione di bambini e ragazzi su sessualità e argomenti strettamente connessi intervengono una molteplicità di istituzioni e individui diversi, ad esempio i genitori e i pari, solo per citarne due”

Quindi, questo documento che ha creato tanto scalpore e stupore, in realtà è stato manipolato per raccontare cose non vere: la realtà è che in questo documento si vogliono dare delle indicazioni su come operare nell’ambito dell’educazione sessuale, ambito in cui si inseriscono i genitori come parte fondamentale di questo insegnamento.

L’educazione sessuale viene perciò vista in un’ottica olistica: “apprendere relativamente agli aspetti cognitivi, emotivi, sociali, relazionali e fisici della sessualità. L’educazione sessuale inizia precocemente nell’infanzia e continua durante l’adolescenza e la vita adulta. Essa mira a sostenere e proteggere lo sviluppo sessuale. Gradualmente l’educazione sessuale aumenta l’empowerment di bambini e ragazzi, fornendo loro informazioni, competenze e valori positivi per comprendere la propria sessualità e goderne, intrattenere relazioni sicure e gratificanti, comportandosi responsabilmente rispetto a salute e benessere sessuale proprio e altrui” (2010).

Solo se la sessualità viene spiegata fin da bambini (ed in questo documento si forniscono indicazioni che prendono in esame le varie fasce d’età in base alle quali vengono suggeriti gli argomenti da trattare) sarà possibile crescere degli adulti consapevoli, responsabili e adeguatamente informati su tutto ciò che ruota attorno al sesso: gli standard rappresentano perciò un approccio POSITIVO alla sessualità.

Immagine: tratta dal programma televisivo svedese STV

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