• Dott.ssa Giulia Marchesi

VERONA ED IL RITORNO AL MEDIOEVO


“L’aborto è una forma di omicidio. Nessuno che abbia buon senso può contravvenire al comandamento ‘ non uccidere’. Noi siamo contrari a ogni forma di contraccezione. Il piacere non è contemplato, non lo neghiamo, ma è finalizzato alla riproduzione ”. E le donne? “Dobbiamo distinguere le femmine dalle femministe che vogliono sovvertire il diritto naturale . La donna è un essere meraviglioso che Dio ha creato come compagna dell’uomo. Prima di tutto è moglie e madre . Ci sono donne che si rivolgono a noi in lacrime perché la società dei consumi le costringe a lavorare”.

Di chi sono queste parole? Di Matteo Castagna, giornalista e direttore del circolo “Christus rex- traditio”, nonché amico del ministro della famiglia Fontana.

Perchè lo cito? Perché negli ultimi mesi Verona, che è la città in cui vivo, di queste frasi ne ha sentite parecchie.

Nel mese di ottobre infatti è stata approvata dal Consiglio comunale una mozione (la mozione 434) subito ribattezzata mozione anti-aborto. Cosa comporta? Questa mozione, che porta la firma del consigliere della Lega Nord Alberto Zelger, prevede iniziative per la prevenzione dell’aborto con “l’inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale “culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali”, progetti (di associazioni di stampo cattolico) quindi che vanno contro alla libera scelta di interrompere una gravidanza.

Inoltre, attraverso questa mozione, si proclama Verona “città a favore della vita”… frase che trovo senza alcun senso.

La legge 194 non è una legge contro la vita, anzi! Essa difende le donne e la maternità consapevole.

Ricordiamo cosa ha portato la Legge 194 nel nostro paese: ha depenalizzato e disciplinato l’accesso all’aborto in Italia, permettendo alla donna di avere il diritto (DIRITTO NON DOVERE!) ad una procreazione cosciente e responsabile.

La legge 194 ha permesso di ridurre la clandestinità e con essa la mortalità, riconoscendo alle donne il diritto all’interruzione di gravidanza (IVG).

Essa pone in primo piano la SALUTE DELLA DONNA e questo è stato sicuramente un passo in avanti per la società… perché mai dovremmo tornare indietro ora??

L'interruzione di gravidanza è stata riconosciuta come una pratica legale, consentita entro 90 giorni dall'ultima mestruazione, in caso di "serio pericolo per la salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito" (art.4). E l'art. 5 sancisce che la scelta spetti esclusivamente alla donne e in alcun modo al padre.

Sicuramente il calo delle interruzioni di gravidanza è dovuto anche all’utilizzo di pratiche alternative, come la pillola del giorno dopo, che ricordo essere solo un contraccettivo di emergenza.

La mia riflessione è: ma invece di introdurre mozioni insensate e battaglie inutili, perché questa città non si impegna ad incrementare i progetti di educazione sessuale all’interno delle scuole e magari anche per i genitori stessi??

Perché non ci si impegna a fare maggiore prevenzione, maggiore informazione???

Perché si vuole tornare al medioevo relegando la donna ad una posizione subordinata all’uomo, priva di diritti ma solo piena di doveri??

Essere una buona moglie e una buona madre (citando Castagna) è l’unica cosa a cui può aspirare una donna?! (e potremmo ragionare poi su cosa ci sia dietro all’aggettivo “buona”...per caso senza pensieri, ambizioni e cervello??).

Sembra quasi essere una lotta al potere: le donne non possono scegliere per loro stesse?! Devono stare a ciò che l’uomo ritiene essere il meglio per loro?!

Chi l’ha detto che tutte le donne debbano per forza desiderare l’abito da sposa o crescere figli?!

Secondo i sostenitori di questa mozione, la donna dovrebbe aspirare solo a questo? La sua realizzazione massima dovrebbe essere fare la casalinga, pulire rassettare cucinare crescere i figli in attesa del ritorno del marito a cena?

Un ritorno al medioevo… forse ci si è dimenticati che nel frattempo le donne abbiano dimostrato di poter (e sottolineo poter, perché coloro che desiderano la vita sopra non sono condannabili… si tratta sempre di scelte personali!) ambire a molto altro.

Si tratta di una libera scelta… LIBERA. Libere di amare, sposarsi, fare figli come dedicarsi alla carriera, rimanere single senza figli, girare per il mondo o scegliere orientamenti sessuali diversi dal “convenzionale”!

Perché con tutti i progressi fatti (e sono ancora pochi!) dobbiamo regredire per incasellare le donne???

Nei corsi di educazione sessuale che organizzo per genitori parlo sempre di quanto sia importante affrontare il tema dei ruoli di genere e far comprendere i cambiamenti rispetto al passato, per poter insegnare la parità di genere (dalla quale purtroppo siamo ancora ben lontani!) e soprattutto il rispetto.

Come possiamo pretendere che le nuove generazioni comprendano il valore del rispetto quando insegniamo loro che la donna questo rispetto non lo merita?!

Come possiamo affrontare serenamente la sessualità se c’è chi dice che la donna non ha diritto al piacere ed al godimento perché il suo unico scopo in un rapporto sessuale è la procreazione?!

Sono davvero molte le riflessioni che rimbombano nella testa leggendo certe affermazioni e vivendo in un clima simile.

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